Intervista alla nuova Presidente di PerMicro, Francesca Giubergia

Presidente_PerMicro

La nuova Presidente di PerMicro, Francesca Giubergia, è attenta osservatrice di habitat marini e un’appassionata studiosa di percorsi di crescita, aziendali e umani. L’abbiamo intervistata per voi cercando di approfondire i dettagli più e meno noti di questa nuova figura di governance femminile che siamo già fieri di avere in squadra.

Cosa appassiona Francesca Giubergia, in tre parole?

Imprenditorialità, infanzia, arti marziali.

 Come ha accolto questa nuova nomina?

Mi sento molto onorata di questa nomina. Nutro una grande ammirazione per il mio predecessore Andrea Limone, che è stato colui che per primo ha creduto nell’idea che dovesse esistere in Italia una PerMicro.
Ho sempre avuto la possibilità di gravitare intorno a PerMicro: la conosco da quando è nata nel 2007, l’ho vista crescere in questi 16 anni e in alcune occasioni ho ricoperto pro tempore il ruolo di consigliera in CDA. Quando ho saputo della ricerca di una nuova figura di Presidente da parte dei soci, ho desiderato che si potessero confrontare su una rosa di possibili candidati e ho sperato di poterne fare parte. Il 25 ottobre scorso sono stata nominata Presidente: mi auguro di essere in grado di rappresentare un valido ponte tra il passato e il futuro di PerMicro.

Microcredito e sostenibilità: lo ritiene un binomio accostabile?

Io credo davvero che debba e possa essere accostabile. La sostenibilità è un principio aziendale che non deve modificare la visione sociale, tuttavia è un obiettivo necessario perché una realtà duri nel tempo. Aggiungerei che la stabilità di un’impresa che genera del bene, la rende ulteriormente meritevole agli occhi dei suoi stakeholder, siano essi clienti, dipendenti, investitori o finanziatori.

A suo giudizio, vi è qualcosa di PerMicro che non viene percepito a pieno all’esterno ma che lei riterrebbe fondamentale emergesse maggiormente?

Il tema dell’impatto sociale è un baluardo di cui molti, nei settori più diversi, ormai si fregiano. Ritengo che PerMicro, come tutti quegli attori completamente dedicati al loro core business, dia quasi per scontato ciò che fa e non si accorga a sufficienza di quanto valore produca. Se ad esempio considerassimo le ricadute di impatto sociale sul sistema Italia, ci accorgeremmo che PerMicro svolge un ruolo chiave in molteplici comunità, territori e regioni, un ruolo facilmente accostabile a quello delle politiche attive del lavoro o quelle sociali.
Mi piacerebbe che questo aspetto emergesse con maggiore rilievo perché il mondo della finanza sta portando sempre più capitali a realtà che sono in grado di dimostrare questa sostanza.

Come intende lavorare insieme ai soci?

Innanzitutto c’è in me un desiderio di ascoltare i soci: inizierò a incontrarli uno ad uno per capire che cosa ciascuno di loro si attende da PerMicro. Vorrei raccogliere da loro una visione strategica, idee e suggerimenti da trasformare in una sintesi da mettere a comune denominatore, per orientarci in vista dell’elaborazione del nuovo piano triennale 2024-2027. Per me sarà molto prezioso pormi in modalità di ascolto, fare squadra con gli altri soci e quindi entrare in un settore di business per me nuovo nel miglior modo possibile.

Come intende lavorare insieme ai colleghi?

Non penso siano necessari grandi stravolgimenti, piuttosto partire dalle piccole cose: alcune novità sono già state messe a terra, si tratta di mantenere una loro continuità, formalizzando e migliorando ulteriormente il metodo di lavoro che in questi 16 anni è stato sviluppato. Sicuramente potrebbe essere un’opportunità trascrivere il “modello PerMicro” per condividere le best practice: si pensi, per citare un esempio, a quanto sarebbe interessante mappare il patrimonio culturale delle relazioni con le comunità migranti sui territori in cui siamo presenti.

Nella sua visione, cosa vorrebbe vedere realizzato da PerMicro entro il compimento dei 20 anni della società, previsto nel 2027?

È una domanda a cui potrò rispondere solo dopo aver incontrato tutti i soci. Sono convinta che per far del bene ad una società, occorra innanzitutto capire quale sia il “suo” bene. Il mio primo lavoro da Presidente sarà quindi individuare gli obiettivi strategici al servizio del bene di PerMicro.