Milano, 27 maggio 2024

PerMicro è la più grande società che in Italia si occupa di inclusione finanziaria erogando credito a persone in condizioni di vulnerabilità e generando impatto sociale su tutto il territorio nazionale.

Dalla sua nascita nel 2007 fino al 2023, PerMicro ha erogato 37.498 crediti per un valore di oltre 300 milioni di euro, contribuendo a sostenere famiglie in difficoltà temporanea e favorendo la nascita e lo sviluppo di attività imprenditoriali in diversi settori: dal piccolo commercio alla ristorazione, dall’artigianato ai servizi alla persona e molti altri.

PerMicro ha sviluppato insieme al Technology Innovation and Research for Social Impact del Politecnico di Milano un modello di misurazione di impatto sociale dal quale emergono vantaggi per le persone e vantaggi per la Pubblica Amministrazione. Grazie a questo modello, PerMicro ha misurato l’impatto sociale generato negli anni 2009/2021.

Nei 13 anni di attività presi in esame dalla ricerca, la società ha registrato un incremento medio annuo dell’erogato del +30%, passando da 1,5 mln del 2009 a 26 mln del 2021.

I risultati confermano che la microfinanza è una delle più potenti innovazioni finanziarie per l’inclusione e il contrasto alle diseguaglianze economiche.

Vantaggi per le persone:

  • più di 1.070 imprenditori e 7.054 famiglie sono passati da essere non bancabili a bancabili;
  • 3.052 nuovi posti di lavoro creati con l’assunzione di persone da parte degli imprenditori PerMicro;
  • 1,2 nuovi posti di lavoro generati in media da ogni imprenditore finanziato (di cui 64% giovani, 28% migranti, 46% donne, 44% disoccupati);
  • 1.433 imprenditori sono passati da una posizione lavorativa precaria a una stabile;
  • 2.168 imprenditori hanno visto aumentare il reddito mensile.

Vantaggi per l’Amministrazione Pubblica:

  • per ogni 1,5 euro prestati da PerMicro, lo Stato riceve 1 euro in termini di maggiori entrate statali;
  • 132 milioni di entrate statali (ammontare del gettito IRPEF dopo l’aumento del reddito + ammontare del gettito fiscale dovuto all’aumento dei consumi);
  • 17,4 milioni di riduzione della spesa pubblica (calcolo sui sussidi sociali non distribuiti dallo Stato).

Benigno Imbriano, Amministratore Delegato di PerMicro, ha dichiarato: “I benefici dell’attività di PerMicro ricadono in due sfere: la prima individuale, la seconda comunitaria. Da un lato vi è la vita personale dei singoli che, insieme a PerMicro, accedono a servizi finanziari di base, imprescindibili nella vita quotidiana, e realizzano un proprio progetto di lavoro e di vita; dall’altro vi è il ritorno per la comunità: è stato calcolato, ad esempio, che per ogni 1,5 euro prestati da PerMicro, lo Stato riceve 1 euro in termini di maggiori entrate statali. La microfinanza si conferma dunque uno strumento determinante per affrontare le sfide del futuro: la riduzione delle disuguaglianze, l’inclusione sociale e il sostegno alle politiche occupazionali e abitative”.

L’impegno di PerMicro è in costante incremento, come narrato nel recente Bilancio di Sostenibilità 2023 della società. Nel solo anno 2023 la società ha consentito l’accesso al credito a 3.128 progetti di vita: si tratta di progetti familiari (2.348) e progetti imprenditoriali (780), concessi a persone escluse dai tradizionali canali del credito. PerMicro ha erogato oltre 32 milioni di euro di crediti e microcrediti, aumentando sia l’assistenza alle micro e piccole imprese (+37% rispetto al 2022) per l’avvio o lo sviluppo delle attività, sia l’assistenza alle famiglie (+10% rispetto al 2022), aiutandole a far fronte alle loro esigenze finanziarie di prima necessità.

Nel 2023 il 37% delle imprese finanziate sono gestite da donne (erano il 34% nel 2022); il 37% da giovani sotto i 35 anni, di cui circa un terzo (pari a 78) addirittura da imprenditori che non hanno ancora compiuto 26 anni di età.

“Il microcredito è una delle più potenti innovazioni finanziarie per l’inclusione e il contrasto alle diseguaglianze economiche. La misura dell’impatto sociale di questo strumento è un elemento costitutivo e imprescindibile del modello, non solo per una corretta rappresentazione del valore sociale generato, ma anche per migliorarne l’efficacia e la forza trasformativa sulla società. In ragione di ciò e nella condivisione degli obiettivi sociali, Tiresia da molti anni accompagna PerMicro nel proprio percorso di innovazione e crescita” – ha affermato Mario Calderini, Professore ordinario presso la School of Management del Politecnico di Milano e Direttore di Tiresia.

Nel 2015 PerMicro ha avviato la propria collaborazione con il centro di ricerca Tiresia, Technology Innovation and Research for Social Impact del Politecnico di Milano ai fini della definizione della metodologia per la misurazione dell’impatto sociale generato dalla propria attività.

In una prima fase è stato misurato l’impatto generato dai prestiti erogati dal 2009 al 2014 compresi. In due fasi successive è stato misurato l’impatto generato dei prestiti erogati negli anni 2015-2016 e successivamente 2017-2018.

A conclusione di questa prima fase dello sviluppo del modello di misurazione di impatto sociale, ad inizio 2020 è stata completata la misurazione dell’impatto sociale generato dai prestiti erogati dal 2009 al 2018.

Dal 2021 l’indagine ha assunto un carattere annuale, attraverso la misurazione dell’impatto generato dai prestiti erogati, dopo 24-36 mesi dall’erogazione dei finanziamenti.

“L’inclusione è una potente leva per lo sviluppo di un’economia positiva e sostenibile” – ha affermato Luca Ranieri, Head ESG Strategy, Communication & External Relations BNL BNP Paribas. “Siamo da anni partner industriali di PerMicro che, con il microcredito, accompagna e sostiene i progetti di vita di persone non finanziabili secondo i canali bancari tradizionali. L’inclusione e l’impegno per la sostenibilità economica, sociale e ambientale sono parti fondanti del nostro essere sia banca sia azienda vicina alla Società, alle sue esigenze e alle sue trasformazioni. Un’attenzione concreta che accomuna BNL e tutto il Gruppo BNP Paribas nella sua attività a livello internazionale”.

“Banca Etica è socia di PerMicro perché crede nel microcredito come strumento efficace di inclusione finanziaria e sociale e per rispondere alle persone che rischiano di essere marginalizzate. Negli anni abbiamo visto tante persone e piccole imprese che erano “non bancabili” e che dopo aver avuto accesso ai servizi di PerMicro hanno maturato i requisiti per poter accedere ai normali servizi bancari. Il microcredito è un trampolino di lancio, un anello di congiunzione tra l’esclusione e l’inclusione finanziaria che ha bisogno di professionalità e che deve sempre più essere considerato uno strumento a impatto sociale” – ha affermato Nazzareno Gabrielli, Direttore Generale di Banca Etica.

“Il rapporto presentato da PerMicro consente di stimare la dimensione di un problema sociale oggi assai diffuso in Italia: lo stato di vulnerabilità economica in cui versano molti nostri concittadini. Allo stesso tempo, il rapporto mostra l’impatto positivo che gli strumenti di inclusione finanziaria generano a favore delle famiglie e degli imprenditori con difficoltà di accesso al credito, producendo così un virtuoso effetto moltiplicatore a beneficio di tutto il sistema economico. Non a caso, PerMicro è stata una tra le prime società a impatto a far ingresso nel portafoglio di investimenti della nostra Fondazione, proprio per la sua capacità di offrire una risposta concreta a un bisogno storico ma sempre attuale, contribuendo a creare le condizioni per il raggiungimento dell’eguaglianza sociale” – ha dichiarato Marco Gerevini, Consigliere di amministrazione della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.

 

SCENARIO DELL’ESCLUSIONE FINANZIARIA

Complessa e sfaccettata è l’emersione della condizione di vulnerabilità finanziaria in Italia. I migranti sono purtroppo in prima linea nello sperimentare difficoltà di accesso, ma questo tipo di esclusione colpisce anche fasce importanti di giovani (soprattutto laddove essi vogliano ricorrere a prodotti creditizi e assicurativi) e di persone che per diversi motivi vedono compromessa la loro condizione lavorativa e di reddito. Precari, working poors, donne vittime di violenza sono anch’essi target tristemente privilegiati di esclusione finanziaria. Ma i processi di esclusione si vanno via via complicando e aggravando, producendo crescenti fenomeni di vera e propria espulsione dal sistema finanziario.[1]

La microfinanza e l’inclusione finanziaria possono essere strumenti fondamentali per far crescere l’eguaglianza e la giustizia sociale, per combattere la povertà, per migliorare, anche, la qualità del credito e del funzionamento dell’intero sistema finanziario.

[1] Da una ricerca a cura di Gruppo Banca Etica, c.borgomeo&co. e RITMI: https://finanzaetica.info/landing/inclusione-finanziaria-e-microcredito-con-le-comunita-territoriali-per-combattere-la-poverta-e-la-esclusione/

Imprese migranti: al via la collaborazione tra Unioncamere, Banca Etica e PerMicro

Per 36 aspiranti imprenditori stranieri residenti in Italia si apre la possibilità di richiedere finanziamenti per l’avvio dell’attività. Lo stabilisce l’accordo di collaborazione stipulato tra Unioncamere, Banca Etica – prima e unica banca in Italia dedita esclusivamente alla finanza etica – e PerMicro – intermediario specializzato nell’erogazione di crediti finalizzati all’inclusione finanziaria  di famiglie e imprese -.

L’accordo stabilisce che alle imprese migranti di prima e seconda generazione, che partecipino ai percorsi di formazione del progetto Futurae , promosso dal ministero del Lavoro e delle politiche sociali e realizzato da Unioncamere e da sei Camere di commercio (Roma, Torino, Milano, Verona, Pavia, Bari), venga segnalata questa possibilità.

PerMicro valuterà le richieste degli aspiranti imprenditori affiancandoli  nella stesura del business plan e dell’istruttoria per la richiesta di finanziamento, effettuando la valutazione del merito creditizio e deliberando, in caso positivo, la concessione del credito che verrà erogato da PerMicro su un conto corrente acceso presso Banca Etica.

L’intesa è in continuità con gli obiettivi della seconda annualità del progetto Futurae, che mira ad accompagnare la nascita e la crescita di imprese e attività di lavoro autonomo di cittadini e cittadine migranti attraverso percorsi di orientamento, formazione e affiancamento allo start up. Tra gli obiettivi di Futurae anche quello di integrare, nel percorso di formazione per l’avvio di impresa, il sostegno finanziario con programmi di microcredito.

L’accordo in essere ha anche la potenzialità, alla luce dei risultati conseguiti, di essere eventualmente esteso, in futuro, a tutte quelle attività di sostegno all’imprenditoria straniera promosse dall’insieme del sistema camerale.

Marta aveva perso il lavoro e non riusciva a versare i contributi della sua categoria professionale. Marco pagava già un mutuo nella casa in cui viveva con moglie e figli ma non riusciva a far fronte alle spese straordinarie del condominio, rischiando un’ingiunzione sull’abitazione.

Marta e Marco sono evidentemente nomi di fantasia ma i casi sono reali, queste persone si sono davvero rivolte a La Scialuppa CRT in cerca di un piccolo aiuto temporaneo.

Fino ad oggi, i tanti Marta e Marco di Torino non avrebbero potuto avere accesso al credito di PerMicro mentre oggi questa possibilità è stata creata  grazie al nuovo “patto” per famiglie in difficoltà, promosso da La Scialuppa CRT e PerMicro.

L’accordo prevede la costituzione – da parte de La Scialuppa CRT Onlus Fondazione Anti Usura, in qualità di Ente garante – di un fondo di garanzia finalizzato a favorire l’accesso ai finanziamenti erogati da PerMicro (intermediario specializzato in crediti e microcrediti per l’inclusione) a soggetti esclusi dai canali tradizionali del credito, in situazioni di vulnerabilità sociale ed economica, e pertanto a rischio usura.

I finanziamenti, rivolti alle famiglie più fragili di Piemonte e Valle d’Aosta, avranno un taglio tra i 3.000-15.000 euro e, grazie a tempi rapidi di erogazione, potranno coprire spese urgenti e impreviste: dall’automobile usata per andare al lavoro alle spese mediche urgenti, dalle spese per un corso professionalizzante a quelle per il proprio ricollocamento lavorativo.

Grazie all’intervento de La Scialuppa CRT i prestiti erogati da PerMicro godranno di condizioni agevolate, includendo persone che diversamente non potrebbero essere finanziate.

I soggetti interessati a presentare la richiesta di finanziamento dovranno rivolgersi a La Scialuppa CRT che procederà a una prima valutazione di fattibilità della richiesta; in caso positivo, La Scialuppa comunicherà la concessione della garanzia a PerMicro, che avrà la possibilità di erogare finanziamenti garantiti, fino al raggiungimento di una esposizione pari a due volte (“leva 2”) la consistenza complessiva del Fondo (con una dotazione iniziale di 100.000 euro).

L’Amministratore Delegato di PerMicro, Benigno Imbriano, dichiara: “Il divario tra i pochi sempre più ricchi e i tanti sempre più poveri è qualcosa che, se non affrontato, condizionerà irrimediabilmente il nostro futuro, rendendo difficile la vita anche di chi pensa di non essere parte di queste dinamiche. Un paese integro, sano nei suoi principi, dovrebbe essere in grado di lavorare per la sua crescita economica, ma allo stesso tempo dovrebbe essere in grado di lavorare per ridurre le diseguaglianze. Nella storia di PerMicro questo è il primo fondo di garanzia a carattere regionale, con una dotazione importante, appositamente dedicato ai prestiti per le famiglie: sarà fondamentale per PerMicro per servire una fascia di popolazione più vulnerabile e favorirne la sua inclusione finanziaria”.

Con il patto siglato oggi La Scialuppa CRT e PerMicro uniscono le loro forze e mettono in campo un nuovo strumento a supporto delle famiglie piemontesi più fragili escluse dai tradizionali canali di finanziamento – dichiara il Segretario Generale di Fondazione CRT Andrea Varese –. Si tratta di un ulteriore passo nel percorso di collaborazione pluriennale tra la Fondazione CRT, per il tramite della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT, e PerMicro, che negli anni ha permesso di ridare speranza a tante famiglie: un sodalizio che si è rafforzato ulteriormente con la sottoscrizione di 2 milioni di euro da parte della Fondazione Sviluppo e Crescita CRT del prestito obbligazionario ‘Permicro 2024-2030’ volto ad aiutare nuclei famigliari monoreddito e lavoratori precari”.

Il Contesto

La 5° Indagine sull’inclusione finanziaria realizzata da Banca Etica e la 17° edizione del Rapporto sul microcredito in Italia condotta da C. Borgomeo&co. illustrano quanto il crescente sovraindebitamento delle famiglie sia un tema di grande rilevanza, che sta assumendo proporzioni davvero allarmanti in termini di un progressivo aumento dei casi di espulsione dal sistema finanziario ordinario. Il sovraindebitamento (stato di indebitamento che genera vere e proprie situazioni di crisi e insolvenza), se non debitamente affrontato, distrugge in molti casi non solo gli equilibri personali e sociali, ma anche la condizione di cittadinanza economica delle persone: toglie loro i servizi finanziari e di pagamento essenziali per una normale condotta di vita. 

In Italia, a oggi, l’unica procedura effettivamente attiva è quella della “composizione della crisi”, che offre supporto immediato e accompagnamento all’esdebitazione e che vede un crescente interesse (nel 2022 sono state avanzate 7.135 istanze agli organismi competenti, +25% sul 2021), limitato tuttavia dai costi di attivazione. 

La situazione è ancora più preoccupante se si prende in esame il tasso dei richiedenti un prestito esclusi (rifiuti e pratiche incomplete): 43% nel Sud e 39% nelle Isole, a fronte di un tasso di esclusione nazionale del 21%, stimabili complessivamente in circa 250 mila nuclei. I tassi di rifiuto più alti si riscontrano nel comparto del credito al consumo (30% di domande rigettate in tutto o in parte).

Le domande per finalità professionali hanno registrato un tasso di rifiuto del 19%, 11% per l’acquisto di immobili. Reddito e patrimonio, reale e finanziario, delle famiglie sono i fattori determinanti per l’accesso al credito. Disporre di ricchezza, e conseguentemente di garanzie da poter mettere a disposizione, facilita infatti l’accesso al credito.

Il Piemonte. Secondo dati della Banca d’Italia (L’economia in Piemonte, novembre 2023), nella prima parte del 2023 è proseguito il rallentamento dei finanziamenti di banche e società finanziarie alle famiglie piemontesi, avviatosi dall’ultimo trimestre del 2022: a giugno il tasso di incremento sui dodici mesi è stato pari allo 0,9 per cento (4,1 nello scorso dicembre). Il calo della domanda è legato al peggioramento delle condizioni di accesso al credito.

Secondo le banche operanti in Piemonte, intervistate tra agosto e settembre nell’ambito dell’indagine sull’andamento della domanda e dell’offerta di credito a livello territoriale (Regional Bank Lending Survey, RBLS), nel primo semestre del 2023, la domanda di mutui per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie è ulteriormente diminuita, mentre quella di credito per finalità di consumo è tornata a crescere.

La nuova Presidente di PerMicro, Francesca Giubergia, è attenta osservatrice di habitat marini e un’appassionata studiosa di percorsi di crescita, aziendali e umani. L’abbiamo intervistata per voi cercando di approfondire i dettagli più e meno noti di questa nuova figura di governance femminile che siamo già fieri di avere in squadra.

Cosa appassiona Francesca Giubergia, in tre parole?

Imprenditorialità, infanzia, arti marziali.

 Come ha accolto questa nuova nomina?

Mi sento molto onorata di questa nomina. Nutro una grande ammirazione per il mio predecessore Andrea Limone, che è stato colui che per primo ha creduto nell’idea che dovesse esistere in Italia una PerMicro.
Ho sempre avuto la possibilità di gravitare intorno a PerMicro: la conosco da quando è nata nel 2007, l’ho vista crescere in questi 16 anni e in alcune occasioni ho ricoperto pro tempore il ruolo di consigliera in CDA. Quando ho saputo della ricerca di una nuova figura di Presidente da parte dei soci, ho desiderato che si potessero confrontare su una rosa di possibili candidati e ho sperato di poterne fare parte. Il 25 ottobre scorso sono stata nominata Presidente: mi auguro di essere in grado di rappresentare un valido ponte tra il passato e il futuro di PerMicro.

Microcredito e sostenibilità: lo ritiene un binomio accostabile?

Io credo davvero che debba e possa essere accostabile. La sostenibilità è un principio aziendale che non deve modificare la visione sociale, tuttavia è un obiettivo necessario perché una realtà duri nel tempo. Aggiungerei che la stabilità di un’impresa che genera del bene, la rende ulteriormente meritevole agli occhi dei suoi stakeholder, siano essi clienti, dipendenti, investitori o finanziatori.

A suo giudizio, vi è qualcosa di PerMicro che non viene percepito a pieno all’esterno ma che lei riterrebbe fondamentale emergesse maggiormente?

Il tema dell’impatto sociale è un baluardo di cui molti, nei settori più diversi, ormai si fregiano. Ritengo che PerMicro, come tutti quegli attori completamente dedicati al loro core business, dia quasi per scontato ciò che fa e non si accorga a sufficienza di quanto valore produca. Se ad esempio considerassimo le ricadute di impatto sociale sul sistema Italia, ci accorgeremmo che PerMicro svolge un ruolo chiave in molteplici comunità, territori e regioni, un ruolo facilmente accostabile a quello delle politiche attive del lavoro o quelle sociali.
Mi piacerebbe che questo aspetto emergesse con maggiore rilievo perché il mondo della finanza sta portando sempre più capitali a realtà che sono in grado di dimostrare questa sostanza.

Come intende lavorare insieme ai soci?

Innanzitutto c’è in me un desiderio di ascoltare i soci: inizierò a incontrarli uno ad uno per capire che cosa ciascuno di loro si attende da PerMicro. Vorrei raccogliere da loro una visione strategica, idee e suggerimenti da trasformare in una sintesi da mettere a comune denominatore, per orientarci in vista dell’elaborazione del nuovo piano triennale 2024-2027. Per me sarà molto prezioso pormi in modalità di ascolto, fare squadra con gli altri soci e quindi entrare in un settore di business per me nuovo nel miglior modo possibile.

Come intende lavorare insieme ai colleghi?

Non penso siano necessari grandi stravolgimenti, piuttosto partire dalle piccole cose: alcune novità sono già state messe a terra, si tratta di mantenere una loro continuità, formalizzando e migliorando ulteriormente il metodo di lavoro che in questi 16 anni è stato sviluppato. Sicuramente potrebbe essere un’opportunità trascrivere il “modello PerMicro” per condividere le best practice: si pensi, per citare un esempio, a quanto sarebbe interessante mappare il patrimonio culturale delle relazioni con le comunità migranti sui territori in cui siamo presenti.

Nella sua visione, cosa vorrebbe vedere realizzato da PerMicro entro il compimento dei 20 anni della società, previsto nel 2027?

È una domanda a cui potrò rispondere solo dopo aver incontrato tutti i soci. Sono convinta che per far del bene ad una società, occorra innanzitutto capire quale sia il “suo” bene. Il mio primo lavoro da Presidente sarà quindi individuare gli obiettivi strategici al servizio del bene di PerMicro.

Nel corso del 2023 PerMicro ha ricevuto una due diligence da parte di MicroFinanza Rating finalizzata alla conferma dei requisiti per il mantenimento del certificato del Codice Europeo di Buona Condotta per gli operatori di Microcredito, valevole per l’ottenimento dei finanziamenti europei.

La valutazione di Microfinanza Rating, validata dallo steering group della Commissione Europea è stata basata sull’analisi della conformità di PerMicro rispetto 147 clausole applicabili. Dall’esame degli auditor, PerMicro risulta conforme per 142 di esse, pari al 96% del totale, registrando una crescita rispetto al 94% rilevato nella precedente valutazione del 2020.

Il miglioramento è ancora maggiore se si considera che l’esame è stato condotto considerando PerMicro una “large” (e non più medium) institution, con inclusione di una dozzina di clausole supplementari, tipiche di aziende più strutturate.

Certificate | Award Letter


Nel 2015 PerMicro era stata selezionata per far parte della fase pilota del progetto per testare lo strumento: durante questa fase la società ha collaborato con consulenti come MicroFinanza Rating e le istituzioni dell’Unione Europea.

Nel 2017 la Commissione europea ha consegnato a PerMicro il certificato di ottenimento relativo alla conformità al Codice europeo di buona condotta: è stata tra i primi operatori di microfinanza in Europa a riceverlo.

Nel 2020 PerMicro ha ricevuto la prima conferma dei requisiti per il mantenimento del certificato del Codice Europeo di Buona Condotta.

Nel 2023 PerMicro ha ricevuto la seconda conferma dei requisiti per il mantenimento del certificato del Codice Europeo di Buona Condotta e ha ritirato il certificato in occasione dell’Assemblea Generale dello European Microfinance Network a Bruxelles il 29 novembre.

Da BNL BNP Paribas un Inclusive & Sustainability-Linked Financing per 6 milioni di euro a favore di PerMicro per supportare le fasce più deboli della popolazione ad affrontare i costi legati alla transizione ambientale.

In un contesto in cui l’emergenza climatica richiede l’adozione di misure sempre più stringenti, c’è il rischio che i costi legati alla transizione energetica lascino indietro i soggetti più deboli. PerMicro, principale società italiana specializzata nell’erogazione di microcredito, è consapevole di questo rischio e ha avviato un programma finalizzato a incrementare progressivamente il proprio impegno per favorire una transizione ambientale inclusiva.

Per sostenere PerMicro nello sviluppo di tale programma BNL BNP Paribas, che ne è partner industriale, ha concesso un finanziamento da sei milioni di euro. Il prestito ha la forma tecnica di un Inclusive & Sustainability-Linked Financing e dà diritto a PerMicro di ottenere, ogni anno, un miglioramento delle condizioni economiche al conseguimento di specifici obiettivi finalizzati a favorire l’inclusione dei soggetti più deboli, con un focus specifico su temi legati alla sostenibilità ambientale e un’attenzione particolare alle imprese femminili e giovanili.

PerMicro ha, nel contempo, avviato una collaborazione con Just Sustainability Transitions Institute (“JuST Institute”). L’istituto coordina le azioni dei finanziatori della transizione e fornisce loro strumenti dedicati al fine di aumentare la quantità e la qualità dei finanziamenti sostenibili a beneficio specifico delle popolazioni più vulnerabili ai cambiamenti climatici e al degrado della biodiversità.

JuST Institute supporterà PerMicro con specifiche attività di formazione ai dipendenti sulle tematiche “green”, al fine di sviluppare nuove offerte di finanziamento in grado di valutare l’impatto non solo sociale ma anche ambientale dei finanziamenti concessi.

Per l’Amministratore Delegato di PerMicro, Benigno Imbriano: “Negli ultimi anni abbiamo registrato il significativo aumento del numero di famiglie e persone che vivono situazioni lavorative, reddituali e sociali di grande fragilità e vulnerabilità. L’accesso ai nostri servizi di accompagnamento all’imprenditorialità, alla valutazione dell’idea imprenditoriale e al microcredito, può significare per le persone che a noi si rivolgono un autoimpiego, l’indipendenza economica, lo sviluppo dei propri talenti, la realizzazione dei propri desideri. Per PerMicro avere a disposizione finanziamenti come il prestito correlato alla sostenibilità di BNL BNP Paribas è fondamentale per poter crescere nella capacità di risposta a questa crescente questione sociale, con un’attenzione particolare al tema della transizione ecologica, che investe anche le fasce meno abbienti della società, che vanno sostenute con servizi informativi e credito.”

 Marco Tarantola, Direttore Generale BNL BNP Paribas, aggiunge: “BNL BNP Paribas è da anni al fianco di PerMicro e con questo veicolo concorre a creare occupazione e inclusione sociale attraverso l’erogazione professionale di crediti e microcrediti a famiglie e imprenditori esclusi dai tradizionali canali del credito. In quest’ottica sosteniamo la crescita di PerMicro sia attraverso la partecipazione diretta nel capitale sociale, che ci vede oggi come principale azionista, sia attraverso finanziamenti. Oggi, l’Inclusive & Sustainability-Linked Financing appena sottoscritto è un ulteriore strumento che BNL BNP Paribas mette a disposizione di PerMicro, così come fa a beneficio di altre realtà aziendali attive in diversi settori, combinando finanza, economia e sostenibilità”.

Torino, venerdì 15 settembre. Si è svolto oggi, presso la sede di Ersel a Torino, l’evento “CEB e PerMicro: l’Europa a sostegno del microcredito” durante il quale il Governatore della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB), Carlo Monticelli, ha annunciato la concessione di una linea di credito di 12 milioni di euro a favore di PerMicro.

Il Programma

CEB fornisce programmi di prestito agli istituti di microfinanza in Europa con l’obiettivo di promuovere l’imprenditorialità e il lavoro autonomo, sostenere la creazione e lo sviluppo delle microimprese, contribuendo così alla generazione di reddito, al mantenimento e alla creazione di posti di lavoro, nonché all’inclusione finanziaria di popolazioni vulnerabili, comunità rurali, donne, migranti e minoranze etniche, con l’obiettivo di affrontare le disparità regionali, le disuguaglianze di reddito e gli squilibri di genere.

Il prestito del programma in oggetto sarà destinato a sostenere il portafoglio di prestiti a imprese di PerMicro per il finanziamento degli investimenti e delle esigenze di capitale circolante delle stesse. La linea di credito concessa da CEB consentirà a PerMicro di erogare prestiti con le seguenti caratteristiche:

  • i destinatari finali sono rappresentati da microimprese, comprese le start-up, che impiegano meno di 10 persone e il cui fatturato annuo o totale di bilancio annuo non supera i 2 milioni di EUR (definizione UE di microimprese);
  • i prestiti avranno una durata compresa tra 24 e 72 mesi e non richiederanno la presenza di garanzie reali;
  • almeno il 25% deve essere erogato a imprese femminili;
  • non sono ammessi i rifinanziamenti;
  • non sono ammessi finanziamenti a commercianti o produttori di tabacco;
  • altri settori non ammessi, oltre a quelli vietati dal codice etico di PerMicro (armi, settore pornografico, scommesse): settore estrattivo, inceneritori per trattamento rifiuti, settori che prevedono esperimenti su animali, real estate, finanziario, nucleare, settori dannosi per la salute o l’ambiente.

Lo scenario
L’Italia ha il maggior numero di lavoratori autonomi (2,2 milioni) nell’UE ed è identificata come uno dei paesi dell’UE con il maggior numero di imprenditori (0,6 milioni). Inoltre, il paese ha la seconda più alta popolazione di residenti stranieri nell’UE (9% della popolazione). Anche in Italia sono presenti divari significativi in termini di attività imprenditoriale e inclusione finanziaria, soprattutto per i gruppi più vulnerabili.

La microfinanza può avere un impatto positivo su tali sfide che l’Italia si trova ad affrontare promuovendo l’attività imprenditoriale, il lavoro autonomo e lo sviluppo economico. L’Italia presenta il gap finanziario stimato più elevato per la microfinanza nell’UE, con una domanda insoddisfatta di microcredito stimata in circa 2 miliardi di euro all’anno, pari a circa il 15% del gap finanziario totale nell’UE.[1]

L’erogazione di microprestiti consente alle persone finanziariamente escluse, in particolare quelle senza garanzie e senza storico creditizio, di avere accesso al credito. Questa tipologia di finanziamento viene spesso utilizzata come mezzo per incoraggiare l’incremento del lavoro autonomo (spesso favorendo la transizione dalla disoccupazione al lavoro autonomo) e per sostenere la formazione e la crescita di microimprese, svolgendo un ruolo importante nell’attuazione degli obiettivi politici dell’UE. La base clienti di PerMicro è costituita da clienti finanziariamente esclusi, a cui viene concesso un prestito con l’obiettivo finale di accompagnarli verso la bancabilità.

L’impatto sociale stimato del Programma sarà considerevole: aggiungendo l’attenzione alla dimensione di genere nei prestiti alle imprese ammissibili, tale impatto poggerà non solo sul numero di posti di lavoro che saranno mantenuti o creati, facilitando l’accesso ai finanziamenti e all’attività imprenditoriale delle microimprese o start-up esistenti, ma anche sulla riduzione della disparità di genere.

Impatto Sociale di PerMicro

Una ricerca condotta dal Centro Tiresia del Politecnico di Milano ha analizzato l’impatto sociale di 11 anni di attività (2009-2019) di PerMicro:

  • Persone non bancabili divenute bancabili: 6.335.
  • Posti di lavoro creati: 2.452.
  • Aumento delle entrate statali (gettito Irpef e fiscale dovuti all’aumento di redditi e consumi): Euro 111 milioni.
  • Riduzione della spesa pubblica (riduzione sussidi statali e costi amministrativi): Euro 17 milioni.
  • Mediamente ogni impresa finanziata ha creato 1,3 posti di lavoro.

Dichiarazioni
L’Amministratore Delegato di PerMicro, Benigno Imbriano, dichiara: “Il divario tra i pochi sempre più ricchi e i tanti sempre più poveri è qualcosa che, se non affrontato, condizionerà irrimediabilmente il nostro futuro, rendendo difficile la vita anche di chi pensa di non essere parte di queste dinamiche. Un paese integro, sano nei suoi principi, dovrebbe essere in grado di lavorare per la sua crescita economica, ma allo stesso tempo dovrebbe essere in grado di lavorare per ridurre le diseguaglianze. L’accesso a finanziamenti agevolati come il prestito CEB sarà fondamentale per PerMicro per sostenere le proprie attività, consentendoci di aumentare i nostri volumi di attività e dunque il nostro impatto sociale.”

Carlo Monticelli, Governatore della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa, aggiunge “Il sostegno al microcredito è parte integrante del mandato sociale della CEB e ha ormai acquisito una rilevanza strategica per la Banca. È importante sostenere le istituzioni che operano in questo settore, come PerMicro, in modo che la loro attività arrivi a sostenere un numero sempre maggiore di microimprenditori che desiderano avviare una nuova attività o espandere quella esistente, contribuendo così alla promozione dell’inclusione finanziaria e sociale nel paese. La nostra cooperazione decennale con PerMicro e l’impatto sociale che questa ha prodotto sono un esempio tangibile di come le istituzioni finanziarie ed europee possano unirsi per affrontare sfide complesse, investendo nelle persone e nelle comunità.”

“Abbiamo sempre creduto nell’importanza sociale di un progetto come quello di PerMicro, e per questo abbiamo scelto di sostenerlo fin dal 2007, prima con Fondazione Paideia e adesso con la nostra holding famigliare. – Ha commentato Guido Giubergia, Presidente di Narval – Vediamo nel microcredito un elemento fondamentale per lo sviluppo del Paese, sia in ambito sociale che produttivo, per sostenere quindi, da un lato le famiglie in difficoltà e dall’altra dare una possibilità a coloro che hanno una valida idea imprenditoriale. PerMicro, in questo senso, negli anni ha saputo fornire un apporto concreto di cui siamo molto orgogliosi.”


[1] Fonte dati: OECD (2021). The Missing Entrepreneurs 2021, p.41; Microfinance in the European Union: Market analysis and recommendations for delivery options in 2021-2027 p.3. e p. 91.

Abbiamo intervistato il nostro Amministratore Delegato, Benigno Imbriano, a pochi mesi dalla conferma del suo mandato in PerMicro.

Come è nata per lei l’opportunità di lavorare per PerMicro e di guidarla come AD?

Dopo 25 anni nel mondo del credito, di cui gli ultimi 13 in BNL BNP Paribas, nel 2019 manifestai il desiderio di misurarmi in una nuova sfida professionale. Grazie alla sensibilità dei Responsabili della Divisione di BNL, tra le varie opportunità percorribili, prendemmo in considerazione quella di concorrere per una posizione di responsabilità in una società del Gruppo o  in una società che avesse tra i suoi azionisti BNL BNP Paribas.
Sono stato nominato Amministratore Delegato di PerMicro il 7 ottobre 2019, dopo un percorso di selezione durato circa 6 mesi. Mai avrei immaginato di poter vivere un’esperienza lavorativa così coinvolgente dal punto di vista personale, densa di contenuti, certamente unica.

Perché la definisce “unica”?

Perché solo PerMicro è capace di raccogliere intorno alla sua mission sociale l’interesse di attori profondamente diversi tra loro, uniti dal desiderio di dare un sostegno concreto all’economia reale, ai giovani, alle famiglie in difficoltà. Un’azienda che in 16 anni di vita, nonostante risultati economici non positivi, continua a crescere e a svolgere la sua attività, grazie al costante supporto dei suoi soci che in tutti questi anni hanno custodito gelosamente la mission sociale, senza far mai mancare quanto necessario.
Ogni socio porta con sé sia il suo carisma, sia uno sguardo al suo particolare mondo: dal retail, a quello cooperativo e associativo, fino a quello delle fondazioni e degli investimenti sociali. Questa diversità ritengo sia un patrimonio a disposizione di PerMicro di straordinaria importanza.

Cosa possono fare le istituzioni finanziarie per aiutare la microfinanza, attraverso che tipo di supporto?

PerMicro per poter realizzare la sua mission sociale ha bisogno della collaborazione di chi vive il territorio. Solo vivendo il territorio e la relazione con i clienti, non importa se fisica, telefonica, digitale, si possono intercettare quelle situazioni in cui la presenza e l’utilità di PerMicro possono essere una soluzione, per chi vive una situazione di fragilità e di esclusione sociale, finanziaria ed economica.
PerMicro non fa concorrenza alle banche. Affianca il sistema bancario tradizionale in modo perfettamente complementare.
Ciò premesso, il ruolo delle banche è assolutamente fondamentale per la vita di un’azienda come la nostra ed è un ruolo duplice: da un lato sono le Banche a concedere i finanziamenti necessari per poter erogare i nostri prestiti e dall’altro garantiscono la necessaria collaborazione sul territorio, per accogliere e indirizzare tutte quelle persone che hanno bisogno di essere sostenute e accompagnate nel loro percorso di inclusione sociale e finanziaria.
L’apertura di un conto corrente è il primo passo verso l’inclusione economica e sociale di una persona.
Ad esempio, nel 2022 i colleghi di BNL e del Gruppo BNP Paribas (Bnl, Findomestic e Artigiancassa) hanno segnalato a PerMicro oltre 8,3 milioni di operazioni (quasi un terzo della produzione totale di PerMicro). I colleghi PerMicro da parte loro, hanno avviato alla “bancabilità” i loro clienti, attraverso l’apertura di oltre 2.000 nuovi conti correnti e il collocamento di oltre 1.100 prodotti di protezione.

Cosa possono fare le istituzioni pubbliche per aiutare la microfinanza, attraverso che tipo di supporto?

Mi dispiace evidenziare come nel sistema manchi quasi completamente il ruolo del Pubblico, il quale piuttosto che discutere su quale sia la forma più giusta di assistenzialismo, potrebbe impegnare una parte importante di queste risorse per mettere a disposizione sostegno finanziario a favore di chi vuole intraprendere un nuovo percorso professionale o imprenditoriale. All’interno di un contesto in cui ci si adoperi per generare nuova occupazione, realtà come la nostra ci sarebbero sempre, con assunzione di rischio in proprio.
Ad oggi, senza il ruolo determinante dei nostri azionisti e di alcune banche finanziatrici, in gran parte nostre socie, noi non potremmo dare alcun contributo.

Di cosa è più orgoglioso da quando è in PerMicro?

La pandemia e le difficoltà che abbiamo affrontato e superato insieme ai miei colleghi di PerMicro, hanno fatto sì che il mio legame con l’azienda diventasse da subito estremamente forte. La passione e la dedizione che ogni giorno i colleghi di PerMicro mettono nel proprio lavoro e l’attenzione che dedicano alle persone che a loro si rivolgono, sono per me un esempio costante. Entrare nella vita delle persone che si rivolgono a noi, conoscere i loro vissuti, le loro fragilità, vedere la dignità con la quale affrontano situazioni a volte inimmaginabili, è qualcosa che ti cambia dentro. Ogni giorno vivi e ascolti situazioni che ti portano a vedere la vita in una maniera diversa.
Mi rendo conto che tante volte non siamo in grado di capire ciò che ci circonda, non siamo consapevoli di quanto sia grande e di quanto stia montando una questione sociale che vede sempre più persone vivere situazioni lavorative, reddituali e sociali di grande fragilità e vulnerabilità. Il divario tra i pochi sempre più ricchi e i tanti sempre più poveri è qualcosa che, se non affrontato, condizionerà irrimediabilmente il nostro futuro, rendendo difficile la vita anche di chi pensa di non essere parte di queste dinamiche. Un paese integro, sano nei suoi principi, dovrebbe essere in grado di lavorare per la sua crescita economica, ma allo stesso tempo dovrebbe essere in grado di lavorare per ridurre le diseguaglianze.

Benigno Imbriano, lei è stato recentemente riconfermato dal CDA per un secondo mandato come Amministratore Delegato. Su quali linee guida intende impostare il tempo che ha davanti a sé?

Da poco più di due mesi ho ricevuto un nuovo mandato per i prossimi 3 anni. Sono estremamente felice e orgoglioso di poter continuare questa esperienza e di questo voglio ringraziare i soci, il presidente e i consiglieri di amministrazione.
Continuità sarà la linea guida che ci accompagnerà in questo nuovo triennio.
Continuità nella realizzazione quotidiana della nostra mission finalizzata all’inclusione sociale, attraverso il sostegno alla famiglia e attraverso la creazione di nuova occupazione, nel ricercare un equilibrio di volumi di erogato alle famiglie e micro imprese, nello sviluppo delle relazioni con tutte le realtà sociali, associative, economiche e finanziarie, pubbliche e private, interessate a generare impatto sociale sui territori.
Continuità per vincere la nostra sfida all’interno della sfida, ovvero ricercare un equilibrio tra impatto sociale e sostenibilità economica. Il mio sogno è quello di poter raccontare l’impatto sociale della nostra azienda, all’interno di un contesto di equilibrio economico. Questo creerebbe un modello senza precedenti in Italia e ci permetterebbe di essere ancora più incisivi e significativi nel generare inclusione sociale, economica e finanziaria del nostro paese.

Intervista all’Amministratore Delegato di PerMicro, Benigno Imbriano.

Divulgazione dei dati del Codice europeo di buona condotta – Divulgazione di informazioni finanziarie e operative

PerMicro è stata valutata per la conformità al Codice europeo di buona condotta per la fornitura di microcredito.

Il Codice definisce un insieme unificato di standard per il settore della microfinanza in Europa. Il Codice funge da strumento di autoregolamentazione e marchio di qualità per le istituzioni di microfinanza impegnate nella finanza etica. Maggiori informazioni sul Codice e sul processo di valutazione sono disponibili sul sito web della Commissione Europea.

Nell’ambito della valutazione della conformità al Codice, divulghiamo pubblicamente informazioni finanziarie e operative per aumentare la trasparenza e la comparabilità: Divulgazione di informazioni finanziarie e operative.

Nel 2023 il CDA di PerMicro ha approvato la nascita di una nuova Direzione interna al proprio funzionigramma, dedicata alla cura e al governo dell’adempimento della mission aziendale. Abbiamo intervistato Filippo Chiesa, Resp. della nuova Direzione Impatto Sociale, chiedendogli di approfondire per noi l’impegno di PerMicro in progetti sociali d’impatto per il territorio, in particolare il progetto Empower (www.empowerto.it).

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In aggiunta all’erogazione di finanziamenti, PerMicro è da sempre impegnata in progetti ad impatto sociale su determinati territori italiani rivolti a dei target a rischio di emarginazione. Vuole raccontarci quali profili in particolare hanno nei recenti anni beneficiato di questi progetti?

I profili sono stati diversi, dalle donne vittime di violenza (Women to be free) a persone in misura detentiva (Ricomincio da QUI) che, in entrambi i casi, hanno la volontà di intraprendere un percorso articolato con servizi di orientamento all’occupabilità, mentoring, educazione finanziaria, educazione all’imprenditorialità ed eventualmente capire se il loro progetto imprenditoriale è sostenibile e può essere finanziato. In questi mesi stiamo conducendo un progetto per migranti di origine extra-UE (Empower).

Quali sono gli obiettivi del progetto EMPOWER, da lei citato poco fa?

Assieme ai numerosi partner di progetto forniamo servizi ai cittadini extra-UE a favore della loro inclusione economico finanziaria e miglioramento della stessa. Gli strumenti messi a disposizione possono andare dall’orientamento di carriera al riconoscimento dei titoli di studio conseguiti in patria, fino all’educazione finanziaria e all’imprenditorialità. Per chi lo desidera e ha una buona idea imprenditoriale, siamo a disposizione per la redazione di piani di impresa e accesso al credito.

Chi c’è dietro questo progetto, sia in termini di funding che di squadra operativa?

Il finanziamento è della CEB, la banca di sviluppo del Consiglio d’Europa. Dato il ventaglio di servizi messi a disposizione dei beneficiari, i partner sono numerosi: MicroLab, in qualità di coordinatore del progetto, A Pieno Titolo, Inventure, il CeSPI e noi. Vi sono poi l’Università Bicocca di Milano per la parte di misurazione dell’impatto sociale dell’iniziativa, il comune di Settimo Torinese oltre che quello di Torino, sui quali il progetto avrà svolgimento.

Qual è il ruolo di PerMicro?

PerMicro fornisce diversi servizi: dall’educazione finanziaria alla redazione dei piani di impresa. Incontriamo i beneficiari anche per spiegargli come funziona il credito e l’accesso allo stesso e capire se essi hanno i requisiti per avere un microfinanziamento per dare vita alla loro idea di impresa. In ultimo siamo i coordinatori del tavolo che eroga contributi a fondo perduto per la copertura di spese relative a corsi di formazione ed acquisizione titoli e qualifiche professionali.

Quali obiettivi numerici si dà il progetto?

Il progetto è molto ambizioso e si ripromette di aiutare alcune centinaia di persone. Solo l’educazione finanziaria coinvolgerà 160 persone. Inoltre, miriamo a fornire supporto per la redazione di business plan a 30 persone ma speriamo, nei due anni di progetto, di superare questo numero e finanziare più di 15 beneficiari.

Quando si parla di extra-comunitari è diffuso un pregiudizio su una loro presunta bassa istruzione scolastica. Tra le attività del progetto è offerto anche il riconoscimento dei titoli esteri: questo capovolge l’approccio. Quali tipologie di professionisti avete finora incontrato in questa fetta di popolazione?

Il progetto ci sta dando modo di approfondire questo aspetto. Incontriamo persone che all’estero hanno conseguito titoli e qualifiche professionali, laureati in economia e commercio, farmacisti, architetti che in Italia, per via del mancato riconoscimento, sono costretti a reinventarsi una professionalità come badanti o aiuto-cuochi. Attraverso il riconoscimento dei titoli e l’accesso al credito li vogliamo aiutare a ricollocarsi in professioni più attinenti al loro percorso formativo e alle loro aspirazioni, per agire appieno i loro talenti.

L’educazione finanziaria e al lavoro costituiscono i due pilastri su cui si fondano le vostre attività. Perché ritenete siano determinanti sia per l’individuo che per la comunità in cui è inserito?

Oggi per ricevere lo stipendio, effettuare dei pagamenti (automatici o elettronici), risparmiare, gestire i risparmi, accedere al credito per poter affrontare spese impreviste o degli investimenti è essenziale avere una conoscenza degli strumenti finanziari di base, i loro costi, nonché i diritti ed i doveri che essi comportano. I nostri colleghi di filiale forniscono ogni giorno informazioni ai nostri clienti, ma per una conoscenza maggiore del tema è essenziale poter avere delle occasioni di formazione più strutturate che affrontino in aula ed in maniera organica questa materia.

Foto di Jordan McDonald su Unsplash