Qual è il modo migliore per reagire agli insuccessi?

Si può ricavare un beneficio da un’esperienza fallimentare?

Chi si occupa di cultura del fallimento ritiene che sia possibile ricavare molto più di quello che si crede, se si approccia il fallimento con un’attenta analisi interna ed esterna delle cause che lo hanno determinato.

PerMicro annuncia la propria collaborazione con 100.000 Ripartenze APS Onlus, Associazione che accompagna gratuitamente le persone che hanno subito un insuccesso imprenditoriale o professionale per la ricostituzione di un progetto imprenditoriale.

La collaborazione si inserisce nello storico impegno di PerMicro su progetti di inclusione finanziaria e sviluppo sul territorio: 100.000 Ripartenze vuole infatti promuovere una nuova cultura del fallimento, non più inteso come sinonimo di incompetenza e stigma sociale, ma come momento di crescita personale e professionale.

Oltre all’eventuale supporto finanziario di PerMicro nella fase di start-up degli imprenditori in ripartenza seguiti da 100.000 Ripartenze, l’Associazione fornirà, in coerenza con il proprio mandato, supporto formativo e affiancamento (attraverso coach e mentori) ai potenziali clienti di PerMicro, accompagnandoli in un percorso di sostenibilità del business e cultura imprenditoriale.

Obiettivo comune è quello di accompagnare la nascita di microimprese, generare posti di lavoro, promuovere l’autoimpiego, diffondere la cultura del credito responsabile e l’uso di strumenti creditizi appropriati e avviare attività di educazione finanziaria.

PerMicro e 100.000 Ripartenze APS Onlus si impegnano a dotare di adeguate competenze economico-finanziarie i soggetti richiedenti piccoli prestiti per l’impresa, affinché questi siano in grado di realizzare, un “Business Plan” per comprendere le dinamiche economiche e le prospettive/probabilità di sviluppo dell’impresa e di utilizzare gli strumenti necessari al fine di una corretta gestione aziendale.

Hai già sfogliato il nostro Bilancio di Sostenibilità 2020?

Per approfondire l’argomento, abbiamo intervistato Monica Bertola, Direzione Governo in PerMicro, che è referente in azienda della redazione del nostro Bilancio di Sostenibilità e ci racconta i passi di PerMicro per la realizzazione di questa pubblicazione annuale.

PerMicro per il terzo anno pubblica una rendicontazione socio-economica della propria attività. Quale evoluzione c’è stata dal primo Annual Report (2018) all’ultimo Bilancio di Sostenibilità (2020)?

Il percorso è iniziato nel 2018, anno in cui abbiamo deciso di raccontare i nostri risultati attraverso uno strumento nuovo, che contenesse sia la rendicontazione economica e finanziaria sia la rendicontazione non finanziaria (socio-ambientale), come i progetti di inclusione sociale e la misurazione di impatto (già avviata dal 2015 e raccontata in un report specifico).
La redazione dell’Annual Report 2018 è stato il primo passo, proseguito nel 2019 con il Bilancio di Sostenibilità, realizzato in conformità alle Linee Guida del GRI Sustainability Reporting Standards (GRI Standards), secondo il livello di applicazione “Referenced”.
Quest’anno abbiamo fatto un ulteriore importante passo in avanti, il Bilancio di Sostenibilità 2020 è stato sottoposto a revisione, a testimonianza dell’importanza e del valore che attribuiamo al suo contenuto. Obiettivo per il 2021 è quello di integrare le informazioni non finanziarie nella Relazione sulla Gestione.

Nel corso del processo che ha condotto alle tematiche di rilevanza per gli stakeholder di PerMicro e per la società stessa, come è stato condotta la metodologia e quali temi sono emersi come più importanti?

Come richiesto dallo Standard, i temi trattati sono quelli che, a seguito di un’analisi e valutazione di materialità, sono stati considerati rilevanti in quanto in grado di riflettere gli impatti sociali e ambientali delle attività di PerMicro o di influenzare le decisioni degli stakeholder.
L’analisi di materialità ha visto la partecipazione diretta dei membri del Consiglio di Amministrazione, dei soci e dei sindaci. Per quanto riguarda gli stakeholder sono stati considerati i clienti e i dipendenti. A tali referenti è stato distribuito un questionario contenente una serie di tematiche afferenti a quattro macro-aree: Identità & Governance, Responsabilità economica, Responsabilità sociale e Responsabilità ambientale. Per ciascuna tematica (25 in totale), ogni referente ha avuto il compito di esprimere una valutazione al fine di far emergere le tematiche maggiormente significative.
Le tematiche emerse come materiali hanno definito i temi su cui è poi stata incentrata la rendicontazione. Dall’analisi sono state individuate 15 tematiche maggiormente significative per PerMicro (tra le prime Reputazione e credibilità, Inclusione finanziaria di imprese e famiglie, Raggiungimento della mission aziendale, Equilibrio tra sostenibilità sociale ed economico – finanziaria), che sono in linea con le priorità individuate rispetto al raggiungimento degli SDGs (Sustainable Development Goals).

È stato scelto di dedicare un focus particolare all’impegno di PerMicro verso i propri clienti e dipendenti nel corso della pandemia: ce lo può raccontare?

È difficile, se non impossibile, raccontare il 2020 prescindendo dall’elemento che lo ha definito in modo indelebile – la pandemia di Covid-19.
Le persone sono state il punto fermo da cui PerMicro è partita per rispondere all’emergenza. Vicinanza ai clienti e ai colleghi e nuovi strumenti sono state le chiavi con le quali PerMicro ha risposto all’emergenza Covid-19.
Prima di tutto PerMicro si è occupata di tutelare la salute dei dipendenti e clienti, garantendo comunque nei momenti più difficili un supporto e un presidio costante, sia sul territorio sia dalla sede. Le filiali non hanno mai chiuso, anche se sono state presidiate con un organico ridotto. Molti colleghi della sede hanno lavorato in modalità smart.
Abbiamo messo a disposizione dei clienti nuovi prodotti, grazie in particolare alle garanzie offerte dal Fondo Centrale di Garanzia, prevedendo la concessione di nuova liquidità, necessaria a superare e resistere ai momenti di fermo e a far ripartire le attività. Abbiamo continuato a concedere credito anche a tutte le persone in precaria situazione lavorativa e con reddito temporaneamente sospeso.
Inoltre abbiamo accolto tutte le richieste di sospensione del pagamento delle rate che ci sono arrivate, sia dai nostri clienti azienda, sia dai nostri clienti privati, in particolare nel 2020 abbiamo autorizzato moratorie causa Covid su finanziamenti in essere, ad oltre 1.600 clienti.

Quale parte di tutto questo lavoro è quella che la appassiona di più approfondire e per quale motivo?

Tutto il percorso di redazione di un Bilancio di Sostenibilità è appassionante, perché coinvolge i principali stakeholder della società e, anche nella stesura, è frutto di un lavoro di squadra (sono coinvolte trasversalmente diverse funzioni aziendali).
Il Bilancio di Sostenibilità è il punto di arrivo di un percorso di condivisione continuo, che consente di rendere trasparente e dare maggiore visibilità all’attività svolta. Ma è anche il punto di partenza per porsi degli obiettivi per gli anni successivi, in linea con la propria strategia in ambito di sostenibilità. Gli obiettivi devono essere misurabili, verificabili e anche monitorabili nel tempo. Solo così si può raggiungere una maggiore consapevolezza in merito alla loro adozione, rendendone evidenti i benefici, economici ma non solo, per l’azienda e per tutti i portatori di interessi. Questa è la sfida che ci aspetta nei prossimi anni!
Nel nostro Bilancio di Sostenibilità ci sono tanti numeri da scoprire, ma un consiglio che vorrei dare a chi vuole conoscere meglio PerMicro e il microcredito è quello di non perdersi le storie di successo dei nostri clienti, che sono il motore del nostro agire quotidiano e che ci spingono a migliorarci sempre nella nostra attività di inclusione.

Il 9 giugno We Care Incet si prepara a festeggiare un anno fatto di collaborazioni, sinergie e scoperte con un evento online che coinvolgerà tutte le aziende partner. Durante il We Care Incet Day verranno pubblicati dei brevi video sui temi dell’ inclusione, dell’innovazione e della disabilità. I protagonisti saranno sempre le 12 aziende partner a cui si aggiungeranno interventi di esperti del settore e di rappresentanti delle istituzioni. Una giornata di sensibilizzazione, dedicata valori del progetto We Care Incet.

 Sarà possibile visualizzare gli interventi sulla pagina YouTube del progetto o sulle pagine social dei partner.

Programma WCI Day 

We Innovate

Innovarsi è la chiave per creare nuove opportunità: sfruttiamo la tecnologia per trasformare ogni idea in un’azione. Interventi:

  •  5 passi per digitalizzare la tua azienda – Edoardo Landi | Innovation manager
  •  La digitalizzazione delle aziende del territorio. A che punto siamo e quali strumenti concreti offerti – Nicoletta Marchiandi, Alessia Rinaldi, Elena Sannino | Camera di Commercio – Punto Impresa Digitale (PID) 
  • La manifattura digitale: la parte creativa conta di più della macchina che la realizza?  –  Carlo Boccazzi Varotto | Faber 
  • Perché è utile per le aziende sviluppare accordi di smart working?- Anna De Bella| FISTEL CISL
  • La trasformazione con la metodologia Agile –  Alessandro Amelotti| Coach per le imprese
  • Quali sono le competenze su cui investire per la crescita aziendale_ L’esempio Guanxi con Guilds42 – Andrea Alfieri| Guanxi
  • Service Design e accompagnamento delle aziende nella progettazione di servizi – Luca Caddeu| Limo Comunicazione

We Grow Together – fare rete e inclusione 

Siamo un gruppo di aziende che si muove nella stessa direzione: facciamo rete e cooperiamo per offrire alle imprese strumenti e metodi per l’innovazione. Perché il mondo del lavoro ha bisogno di ripartire dalle persone. Interventi:

  • Rete e collaborazione: elementi fondamentali per l’innovazione – Marilù Sansone| Impact Hub Torino
  • Obiettivi e desideri comuni: la capacità di stare nel cambiamento – Isabella Brianza | PerMicro
  • Inclusione e gestione del progetto – Ambra Pidroni |Studio Marino
  • Inclusione e valorizzazione della persona – Veronica Leone| Synesthesia
  •  Condivisione di valori e adozione di nuovi strumenti – Matteo Fornaca | Jo Bonobo / STI
  • Smart working e inclusione – Elisa Cravero |The Spiritual Machine
  • Un luogo di innovazione sociale dove nascono sinergie – Marilù Sansone| Impact Hub Torino e Renzo Marcato| AbileJob
  • Perché un’azienda di digital marketing guarda all’innovazione – Gianluca De Maria| Advision
  • Competenze diverse per mettere l’utente al centro della progettazione e innovare – Christian Camarda| Midori
  • Crescere facendo rete: la nostra esperienza con We Care Incet – Luca Caddeu| Limo Comunicazione
  • La volontà di crescere e innovare le imprese – Alberto Giusti| Guanxi
  • Entrare in rete per avere modo di confrontarsi e sviluppare strategie d’innovazione – Renzo Marcato| Abile Job
  • I vantaggi del pacchetto welfare di We Care Incet – Davide Martignetti| Libre

We Care – disabilità e mondo del lavoro 

Le opportunità non nascono per caso, vanno create. Vogliamo sfruttare tutti gli strumenti a nostra disposizione per scardinare convinzioni e logiche date per scontate, che rappresentano ancora un ostacolo per le persone con disabilità che desiderano entrare nel mondo del lavoro. Interventi:

  • Come superare false credenze e scarsa conoscenza per una buona integrazione lavorativa – Arianna Porzi| Angsa Piemonte 
  • I nostri progetti educativi per l’inclusione – Erika Bonetto| Vale un sogno 2 
  • L’accessibilità del luogo di lavoro per le persone con ridotta capacità visiva – Simona Guida| APRI onlus 
  • Focus sulla normativa di riferimento per il diritto al lavoro dei disabili: Legge 68/99 – Franco Lepore| Comune di Torino 
  • Opportunità e limiti dell’artigianato digitale – Carlo Boccazzi Varotto| Hackability  
  • Asimmetria informativa e preconcetti tra aziende e lavoratori disabili: come superarla – Franco Lepore| UICI Piemonte
  • Non solo mutualità interna ma anche esterna: quale modalità di inclusione di soggetti svantaggiati nelle cooperative di tipo A+B – Fabrizio Ghisio| Confcooperative
  • Il ruolo di imprese di transizione per le cooperative sociali di tipo B – Fabrizio Ghisio| Confcooperative
  • La formazione dei responsabili HR quale elemento strategico per valorizzare le categorie protette – Renzo Marcato| Abile Job
  • L’esperienza di inserimento di una figura specializzata in Impact Hub Torino – Marilù Sansone| Impact Hub 

Siamo felici di condividere con voi il nostro Bilancio di Sostenibilità 2020.

Quest’anno siamo particolarmente orgogliosi, perché è il primo Bilancio di Sostenibilità certificato della storia di PerMicro, a testimonianza dell’importanza e del valore che attribuiamo al suo contenuto.

In questo documento, in cui vengono integrate la rendicontazione economica e finanziaria e la rendicontazione non finanziaria (socio-ambientale), raccontiamo di noi, di quanto, con orgoglio, facciamo ogni giorno.

Grazie al supporto dei nostri stakeholder, alla passione e amore per quello che facciamo, siamo certi che nei prossimi mesi avremo un ruolo importante nella ripartenza del nostro Paese, convinti e consapevoli che l’impatto generato dalla nostra attività, in termini di inclusione sociale e finanziaria ovvero di sostegno alle famiglie e alle piccole aziende, sarà fondamentale per sostenere la realizzazione dei progetti di vita di tante persone.

Buona lettura –> leggi il nostro Bilancio di Sostenibilità 2020

L’accordo segue una precedente collaborazione tra le due società a sostegno delle PMI,
con già oltre 100 operazioni di finanziamento realizzate

Torino-Roma, 24 maggio 2021 – Artigiancassa, banca di riferimento delle micro, piccole e medie imprese controllata da BNL Gruppo BNP Paribas e partecipata dalle Confederazioni nazionali dell’artigianato, e PerMicro – leader italiano del settore del microcredito di cui BNL è azionista con una quota pari al 21,6%, oltre che partner industriale – siglano un accordo di collaborazione per favorire l’accesso al credito a micro-piccole aziende e persone in situazione di fragilità economica e finanziaria (senza precedenti creditizi, uno storico positivo o adeguate garanzie), ai quali dare comunque un’opportunità sostenendoli in progetti ed attività lavorativi.

PerMicro, già a fine 2020, aveva individuato in Artigiancassa il partner strategico per operazioni di finanziamento coperte dal Fondo di Garanzia del Medio Credito Centrale. Al 30 aprile la collaborazione tra le due società ha già portato ad oltre 100 operazioni di finanziamento a microimprenditori – garantite dal Fondo Centrale di Garanzia per le PMI – per liquidità, investimenti materiali ed immateriali, acquisto scorte e pagamento fornitori. Alla luce di questo primo risultato incoraggiante, oggi la partnership vuole essere un ulteriore stimolo per rilanciare gli obiettivi di quanti siano in difficoltà, oltre che un modo per contribuire alla ripresa economica italiana nei diversi settori merceologici e produttivi.  

L’accordo di collaborazione con Artigiancassa nasce dal desiderio di unire le forze per fornire una risposta alla aggravata emergenza che molte piccole aziende e persone in Italia stanno subendo, conseguenza della crisi sanitaria legata al Covid, per accompagnarle nella ripartenza e per supportare startup e piccole attività imprenditoriali. Grazie a questa intesa, contiamo di raggiungere un numero molto più elevato di giovani, artigiani, piccoli imprenditori e professionisti; nonché di aiutarli attraverso i nostri piccoli finanziamenti mettendo a loro disposizione la liquidità e i servizi di microfinanza necessari a superare questa fase così difficile della storia del nostro Paese” afferma l’Amministratore Delegato di PerMicro, Benigno Imbriano.

Siamo molto orgogliosi di questa partnership con PerMicro – dichiara Alberto Planta, Direttore Commerciale di Artigiancassa – perché insieme possiamo essere concretamente di aiuto a quanti, soprattutto piccole realtà commerciali e produttive, vivano difficoltà economiche, rese ancor più forti dalla crisi pandemica. Artigiancassa è storicamente al fianco delle piccole, medie e micro-imprese sapendo rispondere ai loro bisogni anche attraverso strumenti agevolati e diventando un punto di raccordo tra forme di sostegno pubblico-private. Questa sinergia, che ha già dato buoni risultati nella sua prima edizione, potrà far ripartire le attività dei piccoli imprenditori e dar vita a nuove iniziative di impresa come segnale di speranza e fiducia nel futuro.”

Venerdì 21 maggio 2021 RITMI (Rete Italiana di Microfinanza) organizza un webinar online dal titolo
“Opportunità e criticità dei diversi prodotti finanziari: microcredito sociale e microcredito di impresa”

Programma
09:45 – 10:00 Accoglienza dei partecipanti.
10:00 – 10:10 Introduzione di RITMI, Giampietro Pizzo – Presidente della Rete Italiana di  Microfinanza.
10:10 – 10:20 Presentazione del programma EaSI TA, Nicola Benaglio – Direttore di ricerca presso Rete Europea di Microfinanza (EMN).
10:20 – 10:30 Il microcredito sociale in Italia, Katia Raguzzoni – Responsabile dell’assistenza tecnica del programma EaSI per le istituzioni italiane
10:30 – 11:00 Il microcredito alla persona: esperienza di PerMicro, Orazio Zacà – Direttore commerciale PerMicro
11:00 – 11:15 Microcredito 2.0: Fondazione Welfare Ambrosiano, Heidi Ceffa – Responsabile Area Microcredito e Microfinanza
11:15 – 11:30 Il microcredito sociale: esperienza di MAG Verona, Stefania Colmelet – Responsabile microcredito
11:30 – 11:45 L’usura, un fenomeno in crescita: esperienza di una fondazione, Don Andrea la Regina – Caritas
11:45 – 12:00 Pausa
12:00 – 12:30 Esperienze a confronto, dibattito e contributi dei partecipanti
12:30 – 13:00 Conclusioni.


Registrazione all’evento obbligatoria.

This event is financed by the European Union Programme for Employment and Social
Innovation (EaSI) 2014-2020. For further information: http://ec.europa.eu/social/easi

L’ex direttore operativo di PerMicro, Barnaba Trinca ha pubblicato il recente volume “La via della Microfinanza”.

Milano, 10 marzo 2021 – Un libro che spiega i fondamentali della microfinanza, l’alternativa al sistema di credito tradizionale che concede prestiti ai cosiddetti soggetti “non bancabili”, ovvero che non possono fornire garanzie. Il microcredito copre infatti uno spazio che gli operatori finanziari del mercato trascurano perché sono  sempre meno capaci di interloquire con operatori economici delle fasce deboli, nel Nord e nel Sud del mondo.

“La via della microfinanza” – appena arrivato in libreria – è un compendio completo, utile a tutti coloro che per ragioni culturali, di studio, professionali o imprenditoriali vogliano approfondire le dinamiche del microcredito. Un libro che coniuga teoria e pratica, numeri e testimonianze, e che mette in primo piano il valore etico del credito per la soddisfazione di bisogni essenziali o per creare una propria microimpresa.

Barnaba Trinca, a lungo professionista nel mondo del microcredito, racconta in primis le forme di povertà, disuguaglianza ed esclusione finanziaria che la finanza sostenibile intende contrastare. Ripercorre la storia della microfinanza dalle origini ai giorni nostri, le sue dinamiche e il suo funzionamento. Racconta le differenti modalità con cui si è sviluppata nel tempo, sia nei Paesi più poveri -a partire dalla Grameen Bank- sia in Europa e nel mondo occidentale. Senza trascurare le case history, tratte dall’esperienza di PerMicro.

La microfinanza si rivela, nelle pagine ricchissime di dati, di spunti di riflessione ed esperienze concrete, un efficacissimo strumento di inclusione e di equità, contro le disuguaglianze finanziarie che sovente sono alla base di emarginazione sociale, valorizzando la “leva” della fiducia e delle relazioni come ingrediente fondamentale dei sistemi economici, soprattutto in un periodo di crisi e recessione.

Così chiosa la sua prefazione Nazzareno Gabrielli, Vice Direttore di Banca Etica: “[La Microfinanza deve vincere] la sfida di tenere connesse le due dimensioni di chi agisce all’interno del perimetro della finanza eticamente orientata: generare un valore economico capace di rendere sostenibile l’attività di microcredito senza dipendere da fattori straordinari di tipo filantropico; e la capacità di generare un valore ambientale e sociale attraverso la propria azione”.

Il libro è completato da un’ampia appendice, con la normativa e le istituzioni di interesse, in Europa e in Italia, e da una vasta bibliografia.

“La via della microfinanza. Imprenditrici e imprenditori senza capitale”, di Barnaba Trinca 240 pagine, 15,00 €  ISBN 978-88-6516-393-1

L’autore

Barnaba Trinca è nato a Roma (1957) e si è laureato con lode alla Facoltà di Economia e Commercio dell’Università “La Sapienza”, seguendo il personale interesse per le scienze sociali ed economiche. Ha lavorato presso la Banca Nazionale del Lavoro (Gruppo BNP Paribas), maturando esperienze a livello dirigenziale in molteplici attività del settore del credito e in diverse aree geografiche. La recente esperienza lavorativa quale Direttore Operativo di PerMicro Spa (TO), lo ha avvicinato al mondo del microcredito, potente strumento di inclusione finanziaria e sociale. Vive attualmente a Firenze ove s’interessa di microfinanza, delle innovazioni del mercato finanziario (con particolare interesse per il terzo settore e le reti di mentoring) e di volontariato.

Prefazione

Nazzareno Gabrielli, Vice Direttore di Banca Etica.

Abbiamo intervistato Nicola Perazzo, Responsabile Direzione Crediti in PerMicro, che per iniziativa personale ha partecipato all’evento “The Economy of Francesco”, 19-21 novembre 2020.

Si tratta di un incontro rivolto a economisti, imprenditori e promotori di economia sostenibile under 35 di tutto il mondo promosso da papa Francesco. Lo scopo dell’incontro è stato discutere un nuovo modo di intendere l’economia secondo lo spirito di Francesco d’Assisi, ovvero di temi vicini alla cosiddetta economia civile.

Inizialmente previsto per il 26-28 marzo 2020 e quindi rinviato a novembre a causa della pandemia di COVID-19, si è tenuto online dal 19 al 21 novembre dello stesso anno, mentre l’evento in presenza è stato rinviato all’autunno 2021 a causa del perdurare dell’emergenza.

Ci racconti in tre parole la tua esperienza come partecipante a “The Economy of Francesco” (EOF)?

Scegliere tre parole per descrivere un percorso non è semplice perché EOF non è stato un evento bensì la formalizzazione di un percorso che tanti partecipanti stavano e stanno già intraprendendo. PERCORSO è quindi la prima parola con cui posso descrivere EOF. EOF è poi una SCELTA: per chi ha deciso di formalizzare ed organizzare questa esperienza, per chi ha potuto aderirvi e soprattutto per chi ha il desiderio di concretizzare quotidianamente un certo tipo di economia e di vivere il lavoro. La terza parola è SPERANZA. L’economia ha bisogno di speranza oggi più che mai e migliaia di giovani (o “quasi” come il sottoscritto) con tante competenze e professionalità, che si trovano accumunati dal desiderio e da idee su un’economia rinnovata, sono un messaggio molto forte, anche se a tale messaggio non è stata data sufficiente eco.

Quali spunti più innovativi ti sei portato a casa, sul lavoro, nella vita di tutti i giorni?

Il cambiamento passa da questo percorso. Qualsiasi “scorciatoia”, come l’ha definita anche il Papa, non ci aiuterà nel costruire un nuovo modello. Ci sono stati tanti spunti interessanti nati dal confronto nei vari tavoli di lavoro ma tra i concetti più interessanti applicabili credo sia emerso quello della “insistenza”, parola presente anche nel final statement pubblicato. “Insistenza” nel chiedere molto, perché oggi è più che mai necessario farlo, “se chiedessimo di meno, non chiederemmo abbastanza”.

Il Papa parla della necessità di invertire in alcuni capisaldi dell’economia attuale: quali ritieni più urgenti?

Oggi l’economia si basa su due concetti che da anni sembrano intoccabili: crescita (tramite l’aumento dei consumi) e, strettamente collegato ad essa, efficienza volta a massimizzare il profitto. La crescita “a tutti i costi” è ormai evidente sia qualcosa di insostenibile. Pensiamo di poter agire “illimitatamente” ma siamo per natura limitati, come persone e nelle risorse a nostra disposizione.
Nell’economia c’è sempre meno spazio per concetti quali “dono”, “spreco” (soprattutto di tempo) e “comunità”. Non c’è un paradigma economico definitivo o “vincente” ma sono fermamente convinto che qualsiasi esso sia debba passare dalla relazione con le persone, è la relazione che ci fa render conto appunto della nostra limitatezza, del fatto che abbiamo bisogno anche degli altri e del fatto che la relazione debba necessariamente passare per delle “inefficienze”, innanzitutto legate al tempo.
Il dono sembra un concetto applicabile solo al volontariato. Vi è una suddivisione netta tra sfera professionale volta al profitto e mondo del volontariato in cui si può donare tempo. È un cortocircuito.
Se non “sprechiamo” (e doniamo) tempo nel relazionarci difficilmente riusciremo a creare dei modelli economici sostenibili perché sarebbero, da un certo punto di vista, “disumani”.

Da professionista nel settore della Microfinanza, pensi che si possano adottare delle buone pratiche rispetto a quelle già in uso?

La prima cosa che mi viene in mente penso che sia al momento quella più importante: nella microfinanza, proprio perché ha insito il concetto di “micro”, si deve necessariamente “sfatare” il tabù che oggi per operare a livello finanziario e/o nel credito tu debba essere un “big”.
Solo pochi anni fa, a seguito della crisi finanziaria iniziata oltreoceano, si pensava ai soggetti troppo grandi come ad un rischio, un pericolo (tra i vari concetti fu introdotto anche quello del “too big to fail”) e, se pur con scopi differenti, si pensava a voler riformare il sistema finanziario affinché non si generassero nuovamente dinamiche che potessero destabilizzare l’economia mondiale, con conseguente danno per i meno tutelati e più fragili. Oggi (anche) in Europa, il mondo finanziario, è chiamato a fare l’opposto.
La microfinanza, per strumenti, per modelli organizzativi ma anche per attori che ne applicano i principi, può dimostrare e fare qualcosa di diverso. Dal micro passa anche la “cura” della persona e della relazione.

Quali attenzioni che PerMicro ha già in essere, invece esporteresti in altri settori?

PerMicro si fonda sulla relazione. Anche noi vogliamo efficientare ciò che è efficientabile al fine di ridurre i veri “sprechi” di risorse. Non desideriamo però efficientare le relazioni, innanzitutto verso i clienti finali. Il tempo “sprecato” nella relazione con i nostri clienti fa parte del modello stesso di PerMicro. Alcuni elementi non sono quantificabili e possono essere assimilati e diventare know-how aziendale solo tramite la relazione ed il tempo utilizzato per essa.  La relazione va esportata in qualsiasi settore.
PerMicro non ha inoltre mai abbandonato la sua forte focalizzazione per i soggetti più fragili e “non bancabili” e, anche per l’esperienza personale passata in Risk Management, posso dire che sarebbe interessante poter inserire tra i rischi rilevanti per una società che fa credito quella della perdita della propria funzione sociale che è insita in tale attività: dare credito è un processo valutativo ma anche un atto importante di fiducia verso qualcuno.
Più in generale PerMicro, in questo contesto e nella sua funzione sociale, ha saputo mantenere nel tempo la propria mission e l’ha alimentata attraverso l’attività stessa che svolge quotidianamente.  Il mondo finanziario in generale non dovrebbe mai “deviare” da tale funzione sociale.

Infine il tema della sostenibilità: ambientale, umana ed economica. Quale è la strada, se ti sei dato una risposta, da intraprendere per raggiungerla?

Il documento finale dell’evento, anzi di questo “processo” ormai avviato, chiede a nome di tutti i partecipanti che “le istituzioni nazionali e internazionali prevedano premi a sostegno degli imprenditori innovatori nell’ambito della sostenibilità ambientale, sociale, spirituale e, non ultima, manageriale perché solo ripensando la gestione delle persone dentro le imprese, sarà possibile una sostenibilità globale dell’economia: le persone devono essere al centro. In ogni mission aziendale le persone dovrebbero essere al centro. In EOF eravamo oltre 2.000 a pensarla in questo modo, tutte persone impegnate in campo economico. Un buon inizio!